venerdì 16 febbraio 2007

Un profumo dolciastro di banana e rossetto

Alfredo e i due Beatles decidono di finire la propria serata in compagnia delle prostitute.



Uscirono dal casinò a testa bassa. Il parcheggio era ancora pieno e camminarono in silenzio fino al Suv. Alfredo pensò al nonno, ai soldi che gli aveva dato rinunciando alla cantina e alle raccomandazioni del cameriere dell’autogrill. Una volta salito in macchina guardò l’ora sul cruscotto: le quattro del mattino.
Durante il viaggio di ritorno Cesare continuò a cambiare cd ogni cinque minuti e ad alzare il volume fino a livelli insopportabili. Di tanto in tanto si accendeva una sigaretta, e dopo un po’ la passava al compare.
-
Si doveva pur tentare, no? - disse a un certo punto.
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Serata semplicemente storta - disse Vittorio.
-
Vero, e non vorremo mica finire così - continuò Cesare - quanti soldi vi restano, a voi due?
-
Pochi - disse Vittorio. Poi bestemmiò.
Il ragazzo dai capelli lunghissimi non rispose. Al che, sentendolo così silenzioso, Cesare si voltò verso di lui e gli passò il sacchettino di plastica trasparente che aveva tirato fuori dal cruscotto (capiente) del Suv. Alfredo lo prese.
-
Non l’hai mai provata? - fece Cesare allungandogli dieci euro ben arrotolati.
-
Ehm… no…
-
Dai qua, ti faccio vedere.
Il Beatle si riprese il sacchetto e in un attimo stese una piccola striscia di polvere bianca sul poggiatesta (abbondante) del Suv. Poi, davanti ad Alfredo, aspirò con colpo deciso.
-
Vedrai che con questa non sarai più così mogio - disse Vittorio mentre il compare stava ripassando il necessario ad Alfredo.
Il ragazzo dai capelli lunghissimi, sul sedile posteriore, provò a replicare le mosse del Beatle.
-
Allora - disse Cesare aprendo il suo portafogli - a me qualche soldo è pure rimasto… direi che si può fare il gran tour delle puttane, prima di andare a nanna. Aggiudicato?
-
Si può fare. Dove? - disse Vittorio.
-
Tu hai preferenze? - chiese Cesare ad Alfredo.
-
Preferenze? No… io non… - disse il ragazzo, concentrato a decifrare gli effetti della polverina bianca che aveva provato a infilarsi nel naso: per il momento sentiva solo un leggero pizzicorino a gola e narici.
-
Beh, al solito posto, allora - disse Cesare al compare.
Uscirono dall’autostrada molto prima rispetto a dove l’avevano presa all’andata. Era quasi mattino, e una nebbiolina d’umidità s’era levata sopra la strada e sui campi tutto intorno, velando le case e i platani sul ciglio della strada. La musica era sempre altissima e Cesare stava ancora maneggiando col sacchettino di plastica trasparente, che poi ripassò al compare. Alfredo, sul sedile posteriore, cominciò a sentire il cuore saltargli nel petto e una strana smania di fare e di parlare.
-
Dove si va, allora? - chiese spuntando da dietro.
-
Dalle negrone, ci siamo quasi, tieni duro - rispose Cesare.
Il Suv percorse una strada segnata da una fila fitta di platani per parte. Era molto trafficata, per quell’ora della notte, e ogni centinaio di metri, da entrambe le parti, si vedevano auto frenare e fermarsi ai bordi della carreggiata.
Il Suv rallentò. Proseguì per una stradina quasi a passo d’uomo e si fermò in uno spiazzo di cemento di fronte ai cancelli di un enorme fatiscente capannone illuminato da due faretti arancioni che lo puntavano dal basso. Tre donnone dalla pelle scurissima si avvicinarono alla macchina. Una di loro, quella più piccola, si abbassò il reggiseno davanti al finestrino posteriore di Alfredo e incollò il petto prorompente contro il vetro del Suv. Alfredo balzò indietro, poi si sistemò la coda. Il volume della musica si smorzò e il finestrino automatico di Cesare scese per far posto alla mano della ragazza più grande, che prese i soldi e se li mise in borsetta. Dopo nemmeno un secondo, le tre donnone si erano adagiate sui sedili posteriori (comodissimi) del Suv, un paio alla destra e l’altra a sinistra di Alfredo. Un profumo intenso e dolciastro di banana e rossetto si mischiò subito all’odore di fumo.

lunedì 12 febbraio 2007


A sorpresa, la quattordicesima puntata di Pinocchio a Nordest è uscita oggi... Per leggerla, passate di qua mercoledì prossimo!

Ciao,
c.