giovedì 3 maggio 2007

Ridere per non piangere ancora

Alfredo finisce a casa del vecchio con la pipa e si ubriaca con lui.

Il vecchio con la pipa mollò il braccio di Alfredo per cercare le chiavi. Da dietro, qualcuno glielo strinse di nuovo. Il ragazzo con i capelli lunghissimi si voltò e vide un tipo alto e magro con in mano un sacchettino di plastica trasparente. Dentro aveva minuscole foglie verdi. Alfredo controllò il vecchio. Stava trafficando con la serratura e mugugnava qualcosa a proposito della portinaia. Si voltò e prese il sacchettino. Il tipo gli indicò dieci con due mani aperte. Alfredo prese tutte le monete che gli erano rimaste e il tipo fece segno con il pollice che andava bene lo stesso.
Mentre spingeva la porta, il vecchio disse che erano mesi che diceva alla portinaia di cambiare serratura, e che se non ci pensava lei, prima o poi se la sarebbe cambiata da solo. Alfredo, aspettando che finisse di brontolare, provò a pensare a come potersi congedare, ma il vecchio, stringendogli il braccio, lo invitò a prendere qualcosa.
- Bevete vino, voi, ragazzo?
Alfredo guardò la bottiglia già aperta sul tavolo.
- Avete fatto il vostro dovere, non come questi mascalzoni dei miei figli - disse indicando alcune foto sulla credenza.
Al tavolo rettangolare c’erano solo due sedie. Il vecchio versò un bicchiere per uno.
- Cannonau 2005, viene da Nuoro - disse.
Poi iniziò a raccontare di quando era giovane, della carriera militare, della moglie, di come l’aveva conosciuta durante un ballo e di come era morta quando ancora era giovane e piena d’entusiasmo. Raccontò dei figli, di come l’avevano dimenticato per venirlo a trovare solo la domenica a pranzo. Disse che una delle cose che lo infastidivano di più era che gli portavano il cibo come se lui non fosse capace di fare da solo. Quando attaccò con la Guerra ormai era tardi. Alfredo aveva smarrito il senso del tempo. Su di lui e sul vecchio il vino sembrò avere effetti opposti. Uno si ammosciava sempre di più sulla sedia, il vecchio diventava sempre più sveglio e pimpante. Vedendolo tutto paonazzo in viso e con gli occhi un po’ troppo lucidi, il vecchio chiese ad Alfredo se fosse maggiorenne. Alfredo disse che aveva da poco compiuto i diciotto. Il vecchio gli versò allora un altro bicchiere e gli chiese se voleva provare la pipa, dicendo che gliel’aveva lasciata un commilitone pugliese appena prima di morire sul Piave. Alfredo, che ormai non sapeva più come fare per andarsene, accettò. Il vecchio caricò la pipa, l’accese e la passò al ragazzo. Poi chiese permesso per andare al gabinetto, e si trascinò a piccoli passi fuori dalla stanza. Alfredo ne approfittò per sgranchirsi, ma realizzò che le gambe, per la stanchezza e per il vino, faticavano a reggerlo in piedi. Ripensò alla ragazza mulatta e alla sua medicina speciale. Si risedette, con la pipa tra le mani. Provò ad annusarla. Aveva un profumo intenso, dolciastro. Guardò il tabacco che c’era dentro. Gli venne in mente del sacchettino con le foglioline verdi. Lo prese e versò buona parte del contenuto nella pipa mescolandolo al tabacco. L’accese come aveva visto fare al vecchio.
Ora, il fatto è che il vecchio, per via dei suoi ritmi, ci mise almeno mezz’ora per tornare dal bagno, per cui il ragazzo ebbe modo di accendere e spegnere la pipa più volte. Quando poi il vecchio spuntò sulla porta, scusandosi per aver fatto attendere l’ospite così a lungo, chiese al ragazzo se per caso non sentisse anche lui uno strano odorino. Alfredo si sistemò la coda cercando di non ridere. E quando il vecchio, cogliendo l’occasione, lo invitò nuovamente a tagliarsi i capelli perché altrimenti lo avrebbero scambiato per una femminuccia, il ragazzo cominciò a ridere di gusto. Anche il vecchio, allora, iniziò a ridere, e più lui rideva, più Alfredo si agitava sulla sedia senza riuscire a calmarsi, finché il vecchio non chiese al ragazzo come mai avesse gli occhi tutti rossi.
- Sarà il vino - disse Alfredo passandogli la pipa.
Il vecchio la prese, la guardò perplesso e se la infilò tra le labbra.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grandissimo questo vecchietto con la pipa, comico e tragico. Complimenti.

Luca